VENTO / PAESAGGIO E AMBIENTE / ACQUA

     
    Un paesaggio d'acqua... naturale e artificiale

Stabilimento idrovoro
La Gonzaghese, Moglia di Sermide (MN)

Foto di Alessandro Giacomel
 



652 km
lughezza del fiume Po da Pian del Re al Mare Adriatico






37
affluenti attraversati lungo il tracciato da VENTO






24
comprensori e consorzi di bonifica lungo VENTO
 

Il percorso di VENTO è un crocevia di fiumi, corsi d’acqua, laghi e canali che costituiscono la maglia idrografica di questo territorio e il suo potenziale. Il suo grande protagonista è il fiume Po, il più grande fiume d’Italia, quello studiato fin da bambini ma che oggi purtroppo non fa parte della nostra vita adulta: tutti lo attraversano ma pochi lo percorrono. Per i più il grande fiume segna il confine estremo tra regioni, province e comuni; pochi lo percepiscono come il centro di quella valle che il fiume stesso plasma da millenni. L’acqua è quindi uno degli elementi portanti del progetto VENTO. Il fiume Po con i suoi argini è un file rouge che tiene insieme paesaggi, territori, beni culturali e paesaggistici, persone e tutta la cultura materiale e immateriale racchiusa nei luoghi attraversati.

Il progetto di una ciclabile lungo, e non attraverso, il fiume, diviene così uno strumento per rimetterci in contatto con il fiume e riappropriarci di un paesaggio fluviale che abbiamo smesso di fruire, grazie ad un progetto che oltrepassando i limiti amministrativi e politici rende ciclopedonali gli argini del Po nel pieno rispetto della loro funzione di infrastruttura idraulica. Gli argini diventano così il mezzo attraverso cui entrare in contatto con il territorio, godere i paesaggi, ammirare la bellezza, scoprire che da lassù la valle del Po è ancor più bella.

Acqua significa anche navigazione: ci sono tanti modi per percorrere il fiume e la barca è uno di questi. Bici più barca, una tra le possibili forme di intermodalità, possono assieme divenire una leva di riscatto e occupazione rilevante per le genti che abitano nei piccoli e grandi centri che affacciano sul Po.

I paesaggi della bonifica sono un altro grande protagonista di VENTO: la pianura padana è stata trasformata dal lavoro della bonifica operata nei primi anni Cinquanta del secolo scorso, regolamentata oggi dai consorzi di bonifica e di irrigazione. Tuttora possiamo cogliere i segni di questo immenso lavoro nelle idrovore, nelle piccole chiaviche e nella fitta maglia di canali: un repertorio culturale di mediazione tra uomo e ambiente. Un paesaggio fatto di geometrie, serialità e ritmo.

Per conoscere questo immenso patrimonio di “beni invisibili” da remoto prima, e con i pedali poi, è possibile fare un viaggio attraverso “Il Paesaggio della bonifica” (promosso da Fondazione Telecom Italia e dal Consorzio di bonifica dell’Emilia Centrale): un diario di viaggio multimediale della Valle Padana tra Emilia Romagna e Lombardia, attraverso cinque itinerari naturalistico-culturali che incrociano qua e là il tracciato di VENTO e rappresentano uno strumento per la diffusione di un turismo consapevole a partire dalle risorse materiali e immateriali del territorio.