VENTO / STUDIO DI FATTIBILITÀ / CRITERI PROGETTUALI

     
    Cinque criteri progettuali alla base del tracciato e delle opere di VENTO

Il tracciato di VENTO collega le Alpi al Mare Adriatico attraversano i paesaggi, la cultura e le tradizioni della valle del fiume Po.

VENTO è Eurovelo 8, Mediterranean Route, e l'evoluzione in chiave infrastrutturata e con elevati gradi di sicurezza di Bicitalia 2.

Per un tratto, nei pressi di Pavia, si sovrappone a Eurovelo 5, Via Francigena, e a Mantova incrocia Eurovelo 7.
 


679 km
di pista ciclabile continua e sicura da VENezia a TOrino passando per Milano



4 Regioni
Piemonte, Lombardia,
Emilia Romagna, Veneto




12 Province
Torino, Alessandria, Vercelli, Pavia, Milano, Piacenza, Cremona, Reggio Emilia, Mantova, Ferrara, Rovigo, Venezia



121 Comuni
di questi, un comune su due ha meno di 2.000 abitanti, uno su cinque ha meno di 1.000 abitanti
 

VENTO è il progetto di dorsale cicloturistica da VENezia a TOrino lungo il fiume Po. 679 km prevalentemente lungo le sommità arginali del fiume, attraversando il territorio di 4 Regioni, 12 Province e 121 Comuni. VENTO è al tempo stesso un progetto di tracciato e di infrastruttura: un file rouge attraverso il quale ricucire la bellezza di luoghi e storie oggi separati e per nulla conosciuti.

La progettazione di un’infrastruttura ciclabile inizia con la scelta del tracciato: VENTO corre in parte sulla sponda destra e in parte sulla sponda sinistra del fiume Po, lungo i suoi argini, e ricalca parzialmente il tratto italiano di Eurovelo n. 8 e in il percorso Bicitalia n. 2. La scelta del tracciato di VENTO è frutto di un lungo lavoro svolto direttamente sul territorio: oltre 1.000 km di sopralluoghi e un accurato rilievo in campo hanno permesso di scegliere il tracciato e individuare le potenzialità e criticità presenti lungo questo tracciato. Le informazioni raccolte hannno costituito la base per la progettazione tecnica e la stima del costo di realizzazione.

La scelta del tracciato e la progettazione tecnica di VENTO si basano su cinque criteri progettuali.

 
       

Sicurezza
L’obiettivo è l’eliminazione di tutte le promiscuità e discontinuità esistenti che possono mettere a repentaglio la sicurezza del ciclista, o anche solo la sua percezione di sicurezza.

 

Attrattività
Il successo di una dorsale cicloturistica è legato all’immaginario che produce e agli elementi del paesaggio che connette: il tracciato ricuce la bellezza mettendo in rete risorse oggi scomposte.

 

Flessibilità modale
VENTO cerca di stare il più possibile a ridosso della linea ferroviaria al fine di ampliare il bacino di utenza della ciclabile. Lo stesso per gli attracchi per la navigazione fluviale.

 

Semplicità
La reiterazione delle stesse soluzioni progettuali lungo l’intera infrastruttura è un fattore chiave per costruire un’immagine identitaria della ciclabile e per contenerne i costi di realizzazione.

 

Economicità
VENTO si snoda alternativamente sulle due sponde del fiume per minimizzare i costi realizzativi. Obiettivo perseguito anche attraverso l’uso degli argini e delle ciclabili esistenti.

     
     
    Pista ciclabile o itinerario?

Il cicloturismo se vuole rivolgersi a tutti, ovvero a persone di tutte le età e abilità, ha bisogno di strade sicure. Pedalare in sicurezza è il primo e imprescindibile obiettivo di un cicloviaggiatore: la presenza di infrastrutture dedicate è una determinante nella scelta della meta del viaggio. La sicurezza deve quindi essere una priorità di chi progetta infrastrutture per il cicloturismo: per questo VENTO si è dato come obiettivo la realizzazione di una pista ciclopedonale, ovvero una strada continua esclusivamente riservata a biciclette e pedoni. Gli itinerari ciclabili sono altra cosa: si tratta di strade generalmente a basso traffico dove le auto e le biciclette condividono uno stesso spazio. La promiscuità auto-bici contempla il potenziale rischio di incidenti tra ciclisti e automobilisti. Basta una sola auto che corre a velocità sostenuta su una strada a basso traffico (quindi un itinerario) per mettere in pericolo la sicurezza del cicloturista, che non dimentichiamolo, potrebbe anche essere un bambino.