VENTO / PIANIFICARE IL CICLOTURISMO / ALL'ESTERO

     
    Uno sguardo a nord delle Alpi, pianificazione e reti esistenti

La mappa evidenzia in colore arancione i paesi europei che si sono dotati a oggi di un piano nazionale per la mobilità ciclabile - cliccando sulla mappa si accede a informazioni di dettaglio -

Estratto da:
VENTO - Studio di fattibilità
Dossier tecnico
 

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paesi in Europa si sono dotati di un piano nazionale per la mobilità ciclabile



45.000 km
estensione della rete ciclabile tedesca



88%
della rete ciclabile tedesca è fatta di piste ciclabili e pedonali



9 mld €
indotto del cicloturismo in Germania



150 ml €
indotto del cicloturismo in Svizzera
 

In Europa, ma non solo, diversi paesi si sono dotati di un piano nazionale per la mobilità ciclabile, come mostra l’immagine sopra. La bicicletta porta con sè diversi vantaggi, tra cui quello economico: l’economia della bicicletta vale infatti diversi miliardi di euro considerando tutti i settori coinvolti, tra cui il turismo. Molti paesi se ne sono accorti e hanno inserito questo aspetto all’interno dei piani, ponendosi l’obiettivo di costruire, mantenere e valorizzare infrastrutture e servizi dedicati al cicloturismo.

Due sono i Paesi che abbiamo assunto come riferimento per la nostra attività progettazione, la Germania e la Svizzera.

In Germania sono già presenti diverse edizioni del Piano Nazionale per la ciclabilità. Il Governo Federale si occupa di fornire i riferimenti giuridici e legislativi per la realizzazione delle ciclabili. I Lander si occupano di finanziare i comuni per progetti sulla ciclabilità ed operano a livello regionale, formulando il quadro legale e infrastrutturale per le politiche sulla ciclabilità ed i trasporti pubblici. La Joint Working Group on Cycling tra il Governo Federale ed i Lander consiste in un pannello per il coordinamento delle politiche sulla ciclabilità in Germania. La rete ciclabile tedesca ha un’estensione di oltre 45.000 km, nata in parte proprio con l’obiettivo di rilanciare l’occupazione e l’economia di vaste aree che hanno subito un progressivo processo di de-industrializzazione. Dei 45.000 km esistenti, l’88% circa sono piste ciclabili e ciclopedonali e solo il restante 12% sono itinerari in promiscuo con le auto. Questo perché in Germania tra gli utenti del cicloturismo il 39% sono famiglie con bambini e ragazzi, ragione per cui sicurezza e continuità sono requisiti imprescindibili per il successo di una dorsale cicloturistica. L’indotto del cicloturismo è pari a 9 miliardi di euro all’anno, e rappresenta il 10% dell’indotto turistico totale.

In Svizzera la pianificazione delle reti cicloturistiche è di competenza di Svizzera Mobile, un’associazione nata nel 2008 per promuovere il turismo lento e inizialmente finanziata al 90% da contributi pubblici. Oggi è finanziata al 50% da contributi pubblici (federali e cantonali) e al 50% da contributi privati (sono oltre 1.200 attività ricettive partner). Svizzera Mobile coordina i propri partner pubblici e privati, diversamente impegnati nelle attività necessarie alla creazione di un mercato del turismo lento: progettazione e manutenzione delle infrastrutture, segnaletica, attività commerciali (noleggio bici, assistenza bici, ricettività, ecc.), intermodalità, promozione, materiale informativo. Collabora con gli Uffici cantonali per le infrastrutture ai quali è demandata la costruzione e la manutenzione delle infrastrutture. La Svizzera dispone di 54 percorsi nazionali (minimo 250 km) e 64 percorsi regionali (tra i 50 e i 250 km). L’indotto del cicloturismo è pari a 150 milioni di euro all’anno e nel 2013 sono stati rilevati 1,42 milioni di cicloturisti.

Aprire lo sguardo e osservare cosa accade in alcuni paesi a Nord delle Alpi è di indubbia utilità per dare avvio nel nostro Paese ad una riflessione in materia di pianificazione e progettazione delle reti ciclabili turistiche con l’obiettivo di iniziare colmare quel gap infrastrutturale che ad oggi tarpa le ali al cicloturismo quale forma di turismo green in grado di riattivare occupazione ed economie nelle aree interne che versano in condizioni di grandissima sofferenza.

     
     
   

Infrastrutture cicloturistiche, caratteristiche tecniche

  • Lunghezza. Almeno 150 km in Germania (Federal Ministry of Transport, Building and Urban Development, 2012),
    250 km in Svizzera per essere considerate infrastrutture di rilevanza nazionale (Svizzera Mobile, 2009).

  • Larghezza. Larghezza minima compresa tra i 2 e i 3 metri (Sustrans, 2009). Svizzera Mobile prevede una larghezza minima di 3 metri (2008), così come la Denmark Cycling Embassy (2012).

  • Pendenza. Le infrastrutture per il cicloturismo si trovano generalmente in territori pianeggianti per consentirne la fruizione da parte di tutte le tipologie di utenza. Pendenza massima 5% (Urban Systems ltd., 2011).

  • Materiali. Il manto stradale è generalmente regolare e asfaltato, realizzato con conglomerato bituminoso. Nel caso di tracciati in aree naturali si può aggiungere graniglia, con risultato simile a una strada sterrata.

     
     
   

References