VENTO / OCCUPAZIONE E CICLOECONOMIA / LAVORO

     
    Con le bici si lavora. Il cicloturismo genera lavoro

Il cicloturista necessita di molti servizi nel corso del suo viaggio. Accoglienza e ristoro sono le due voci di spesa che incidono maggiormente sul bilancio della vacanza, ma a queste si affiancano spese per servizi funzionali alla pedalata e servizi per rendere più varia la sua esperienza di viaggio.

Foto di Paolo Pileri
 


45.000 km
estensione della rete cicloturistica in Germania



1 km = 4/5
posti di lavoro mantenuti dal cicloturismo



2.000
nuovi posti di lavoro attesi con VENTO
 

Il cicloturismo genera lavoro. Quando si pensa al cicloturismo oggi, si pensa a un’attività per il tempo libero sempre più diffusa e di moda, praticabile per lo più nei Paesi a nord delle Alpi. In Germania la grande rete di infrastrutture cicloturistiche (oltre 45.000 km), è stata immaginata e poi realizzata anche per rispondere alla crisi economica causata dal processo di deindustrializzazione degli anni Novanta, creando in questo modo occupazione laddove non era più possibile replicare i vecchi schemi di crescita. Ogni singolo chilometro di pista cicloturistica nei Paesi europei dove si è scelto di investire in infrastrutture dedicate, ha creato e tuttora permette di mantenere tra i 4 e i 5 posti di lavoro.

Difficilmente da noi si pensa che il cicloturismo possa essere un vettore occupazionale ed economico, eppure questo potrebbe accadere anche con VENTO: si stimano 2.000 nuovi posti di lavoro, oltre al mantenimento di quelli esistenti. Il cicloturismo è uno stimolo alla creazione di lavoro in particolare nelle aree interne, laddove possono passare le infrastrutture leggere. Con il suo indotto vario e ben adatto al tessuto fine delle microattività esistenti, può divenire la risposta principale alla crisi di idee (e non solo) che ha bloccato la generatività occupazionale, partendo proprio da quelle attività che già ci sono, ma soffrono. Gli argini del grande fiume, per disegno e forma, sono sempre connessi ai piccoli e medi centri che sfiorano. Una rampa porta sempre nel cuore del paese dove ancora c’è un bar, un’osteria, una bottega. Le strutture esistono, devono solo essere valorizzate e riportate allo splendore che meritano.

La stagionalità del cicloturismo in Italia è potenzialmente lunghissima: il clima favorevole permette di intercettare periodi di vacanza diversi da quelli tradizionalmente e unicamente italiani. Le ciclabili a lunga percorrenza sono un’opzione di sviluppo da tenere in grandissima considerazione. Progetti come VENTO distribuiscono i benefici che generano creando occupazione ed economie green diffuse sul territorio.

Il grande lavoro del cicloturismo. All'estero.

Estratto da:
P. Pileri, A. Giacomel,
D. Giudici
VENTO - La rivoluzione leggera a colpi di pedale e paesaggio
Corraini Edizioni, 2015
 
     
   

References

  • AA.VV., Grundlagenuntersuchung Fahrradtourismus in Deutschland, Bundesministerium für Wirtschaft und Technologie, BMWi, Berlin, 2009
  • AA.VV., Cycling works, EFC 2014