Un tracciato per generare tracciati, ecco l'energia del VENTO

Come sempre, anche il tracciato di VENTO è una scelta: include qualcosa ed esclude qualcos'altro, se uno va a vedere con la lente. Ma la lente non va usata qui.
Qui la scelta del tracciato la si può e la si deve apprezzare guardandola ad una certa distanza e usando gli occhiali che ci indicano cosa vuol dire quel tracciato.

VENTO è il primo filo di una collana che, finalmente, infila le perle che trova lungo il fiume Po: paesaggi, monumenti, località, paesini, cascine, città, altre ciclabili, etc.

Quel tracciato è innanzitutto il segno di un'idea visionaria ma concreta che, con i suoi 679 km, vuole volare alto sopra i particolarismi con cui, fino ad oggi (ma non ci interessa polemizzare con il passato ma salutare il futuro) ogni progetto di ciclabilità lungo il Po si è presentato al pubblico.

Ad oggi purtroppo, nonostante i tanti sforzi e investimenti, ancora non è possibile pedalare in sicurezza e continuità lungo il più lungo fiume d'Italia: tante interruzioni e tanti tratti non sicuri vanificano quanto fatto finora.
Allora la molla che ci ha spinto è stata esattamente quella di forzare la mano e provare a disegnare un fil di ferro, duttile e forte, per rimediare a un vuoto infrastrutturale e culturale che riteniamo non sia una perdita solo per chi vive lungo il Po o nelle regioni attraversate, ma per tutti, indistintamente. Anche per coloro che vivono a Bari e con il Po non sembra abbiano a che fare. Non sembra, ma invece il Po e VENTO sono anche per loro.

 
legenda della mappa

Provocatoriamente diciamo che in questo momento non ha importanza dove passa VENTO, perchè VENTO è il tracciato apripista di una visione di ciclabilità che ancora non c'è nella cultura italiana e che non ha prodotto gli effetti di sviluppo e di cultura che avrebbe potuto e che vuole assicurare al Paese, innescando tante altre iniziative di ciclabilità e un nuovo modo di progettare, pianificare, generare sviluppo.

VENTO è la lunga ciclovia portante di un sistema di mobilità dolce che sta al passo con le grandi ciclovie europee che da anni sono solcate da milioni di cicloturisti. Milioni.

Poco importa ora discutere i dettagli di dove passa. Quel che importa è far passare. Aprire una breccia nell'immobilismo, nell'idea che le infrastrutture sono solo le strade, gli aereoporti, le grandi ferrovie veloci o le piattaforme logistiche, mentre le ciclovie sono capricci per ciclisti o desideri per ambientalisti continuamente in protesta.

Le ciclovie sono una straordinaria occasione di sviluppo. Sono l'espressione tangibile di un modo sano di progettare sul territorio. Sono il futuro del lavoro in Italia.

Che importanza ha la geometria millimetrica del tracciato? Ne ha ancor meno quando diventa il conflitto locale tra amministrazioni che non guardando in alto perdono tutto nei loro bisticci. In ogni caso, come accade sempre nel mondo della

 

ciclabilità, una volta che un percorso è realizzato, l'entusiasmo parte e convince tutti a migliorare, allargare, integrare. Ed è questo il modo migliore per far fiorire tanti altri percorsi.

Il tracciato di VENTO è quello culturale: è la risposta alta al Paese; è saper volare oltre i confini di un comune e di una regione; è risolvere le inutili interruzioni al confine dell'una o dell'altra competenza. Comunque, poichè VENTO è sì un progetto visionario, ma è anche concreto, un tracciato ce l'ha. Proviamo in poche parole a spiegare con quali criteri siamo arrivati a quel tracciato che vedete qui.

Primo: meno discontinuità possibili.
Abbiamo scelto il percorso che garantisse il minor numero di interruzioni e tratti da realizzare ex novo. Questo ci ha talvolta costretto ad allungare, a perderci lontano dal fiume o a saltare qualche cittadina.

Secondo: mantenere bassa la spesa.
Realizzare VENTO costa, non possiamo nasconderlo. Abbiamo però scelto di minimizzare i costi sia scegliendo soluzioni a basso costo di realizzazione e sia utilizzando il più possibile ciò che c'era già o ciò che richiedeva il minimo.

Terzo: la sicurezza.
Un'imprescindibile caratteristica di una ciclabile è non esporre mai il suo utilizzatore al pericolo di incontrarsi con un auto, una moto, un camion o esserne coinvolto. La ciclovia deve essere sicura soprattutto per i più deboli, i bambini e coloro che

 

la vogliono percorrere da inesperti.

Quarto: la flessibilità modale.
Le lunghe ciclovie, come VENTO, non devono correre il rischio di rivolgersi solo a coloro che sono disponibili a pedalare per tutto il suo percorso. Occorre essere flesibili. Consentire a chi desidere di compiere tratti in treno o in motonave. Ecco allora che abbiamo scelto di stare il più possibile a ridosso della linea del ferro, cercando mediamente di non allontanarci più di 6 chilometri.

Quinto: le città e il paesaggio.
Sembrerà strano a molti, ma la bellezza l'abbiamo tenuta in fondo. Un po' perchè tutto il tracciato è bello e si incontrano località straordinarie, un po' perchè il paesaggio è un must: c'è e laddove è più degradato, ci sarà, perchè converrà a tutti curarlo in quanto espressione di una volontà civile che non potrà che aiutare a confermare l'immagine turistica della ciclovia. Comunque laddove abbiamo potuto, se c'era la possibilità di deviare un pochino per passare attraverso quel particolare, l'abbiamo fatto.

Da tutto ciò è venuto fuori VENTO. Ma, come dice il nome stesso, VENTO non è qualcosa di immobile: potrà ampliarsi, potrà integrarsi con altri percorsi che possono essere trasversali al tracciato o paralleli (magari dall'altra parte del fiume) potrà arricchirsi con anelli turistici.

Le possibilità sono tante e VENTO non è che il tracciato d'avvio, il primo calcio alla palla. La partita può solo iniziare con VENTO.